Perchè la repressione in Guatemala, ben più larga e spietata di quella cilena, ebbe così scarsa risonanza internazionale? Come è stato possibile che simili atrocità siano passate sotto silenzio? Secondo l’autrice, in questi casi la discriminante è la “political advocacy”, cioè la tempestività, l’efficacia e l’abilità mediatica con le quali si porta all’attenzione del più vasto pubblico possibile un fatto, riuscendo dunque a scatenare poderose reazioni collettive. Solo in questo modo l’ingiustia locale diventa planetaria e, toccando uno, tocca tutti.