In questa nuova terza edizione ampliata stampata nel 2015 l’analisi presentata dall’autore è una proposta di profonda riflessione sul cosiddetto “terrorismo di stato” in cui cerca di rivelare il modo in cui opera la razionalità del potere egemonico facendo, anche, un invito a cercare di comprendere il concetto in modo più approfondito, oltre e contrariamente al discorso dottrinale sollevato dagli Stati Uniti, dove i movimenti, armati o meno che siano, sono arbitrariamente classificati come terroristi perché potenziali nemici della democrazia targata U.S.A..
Mentre bisogna indagare sulle cause economiche e politiche, sostanzialmente nascoste, ed i meccanismi di legittimazione utilizzata per intervenire, operando come ingerenza, armata e non armata, in diverse regioni del mondo.
E come nelle precedenti edizioni la riflessione riguarda come alcune scienze sociali, in particolare l’antropologia, servono come strumento di gestazione di politiche e manuali di contro insurrezione applicati in diversi contesti sociali, specialmente nei molteplici casi in America Latina.