Un classico è un prisma, un artefatto che forgia – richiamandosi al filosofo messicano Luis Villoro – una “immagine del mondo”.
Venature all’interno di una rete testuale, i classici sono punti nodali di una costellazione fatta di formazioni teoriche, dibattiti e punti di incontro, trame estetiche e affettive, letture e controversie attorno a quelle letture.
Italo Calvino ha intravisto che, se per qualcosa servisse la lettura di un classico, era per “capire chi siamo e dove siamo arrivati”.
La riproposizione di questo lavoro del 2004 scritto dall’ex rettore della UNAM (Università Nazionale Autonoma del Messico) è la riproposizione di un classico.
La teoria delle nuove scienze della complessità permette di osservare come le sue scoperte, le conclusioni a cui arriva, consentono un’altro modo per conoscere altri fenomeni.
Come leggere questo libro? Di corsa come al solito, o andare direttamente al capitolo del lessico e leggendo i concetti in esso contenuti dalla A alla Z, per poi andare all’epilogo – che è anche una sintesi – e da lì fare un tour dall’inizio alla fine.
In ogni caso, considerare che alcuni concetti si arricchiscono con altri che li completano e specificano, e ricorrere quando è necessario anche al lessico e alle fonti citate.