L’autore, attraverso la consultazione di documenti e archivi, ricostruisce con rigore accademico l’operato degli agenti americani in Messico nel campo del narcotraffico.
Le domande da cui parte il testo nell’introduzione sono chiare.
Come siamo arrivati a questo punto? Da quanto tempo operano gli agenti antinarcotici degli Stati Uniti in Messico? Quali sono la portata e i limiti delle loro operazioni? Cosa sappiamo del loro modo di operare e interagire con le strutture e le istituzioni di sicurezza del paese? Quanti agenti americani hanno giocato a fare i poliziotti in Messico? Possono utilizzare le uniformi e le armi della Marina messicana senza conseguenze? Come e di fronte a chi sono responsabili? Chi paga quando sbagliano?
Hanno collaborato con i cartelli e con il governo, hanno deposto e messo al potere i signori della droga, hanno alimentato e contrastato la “guerra al narco”. Sono stati infiltrati, protetti, impuniti e hanno giocato al gioco più pericoloso di tutti: sono le “spie antidroga” degli Stati uniti e questo libro narra la loro storia.
Scorrendo gli eventi nel libro appare la genesi del narcotraffico in Messico: i primi consulenti-detective, la logica statunitense di fronte alle droghe, il profilo delle agenzie che le combattono, i momenti e gli episodi più importanti, la vita e le operazioni di alcune delle spie più inedite che abbiano calpestato il suolo del paese. Sicuramente, grazie a centinaia di ore di interviste, alla consultazione di migliaia di documenti, archivie e rgistri il libro presenta una delle storie più esaustive mai scritte sul fenomeno.