L’entrata in vigore del NAFTA ha fatto – fisiologicamente – riesplodere la figura produttiva della “maquila”, manifattura delocalizzata basata sui salari bassissimi corrisposti alla forza-lavoro (stremata dal ricatto della povertà), normative-fantasma sul lavoro, turni massacranti. Se la maquila internazionale traina poderosamente il Pil messicano, quella intra-nazionale – e ancor più locale – sembra piuttosto fungere da plastico “in vitro” al fine di perfezionare uno sfruttamento che va progressivamente assumendo connotati fordisti.