Il libro raccoglie le impressioni, le note e le riflessioni dell’autore, che ha accompagnato la prima parte della delegazione zapatista che dal Messico ha raggiunto in barca l’Europa nel 2021.
Una sorta di diario in cui momenti della vita passata dell’autore durante le sue visite nelle comunità zapatiste, dialoghi con comandanti dell’EZLN e note riferite ad interviste realizzate dall’autore come quella al narcotrafficante Mayo Zambada o ad altri personaggi di spicco messicani, si mescolano con le voci e i dialoghi a bordo della Montaña, la barca su cui viaggiavano sette indigeni zapatisti, un accompagnatore messicano e i vari membri dell’equipaggio con destinazione l’Europa.
Leggiamo dalla quarta di copertina:
Il 1° gennaio 1994, la rivolta armata di migliaia di indigeni Maya marcò il Chiapas, nel Messico meridionale, come culla del movimento anti-globalizzazione.
Quasi trent’anni dopo, una delegazione dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) naviga a bordo di un vecchio veliero tedesco verso l’Europa. Un testimone di bordo, Diego Enrique Osorno, contrappone il viaggio utopico dello zapatismo a quello della violenta democrazia messicana del XXI secolo.
Attraverso la cronaca, le interviste, le testimonianze e diaro personale, questo libro fa luce sulla metamorfosi drammatica e fantasiosa di una causa che, dopo aver sorpreso il mondo, cerca di mettere la vita al primo posto in un paesaggio in cui la morte è in agguato.
“A 500 anni dalla caduta di Tenochtitlán, sette indigeni zapatisti veleggiano per percorrere al rovescio la rotta di Colombo. Non conoscono il mare e la cartografia dipende dalla speranza; non cercano di riparare i danni quanto contribuire al fatto che l‘Europa, come il Chiapas, sia terra indomita” – Juan Villoro
“Dalla mano di uno dei più intrepidi cronisti dell’America Latina, una narrazione avvincente su un’esperienza che non ha eguali” – Jon Lee Anderson
“Tre Messico in un dialogo quasi impossibile. Tre subcomandanti ci parlano di ieri, dell’oggi e del domani. Scritto da un giornalista che è consapevole del suo rispettabile ruolo” – Sergio Rodríguez Lascano