Il volume documenta le percezioni delle lavoratrici sessuali intervistate sulle condizioni di lavoro, che facilitano o promuovono situazioni di violenza di genere contro di loro, così come stabilire chi sono i soggetti sociali che le violentano.
Le testimonianze dei partecipanti parlano di rappresentanti dello Stato Messicano, padroni, leaders, compagni, di lavoro, vicini, chiesa e clienti.
Messico è un paese in cui la violenza di genere e quella provocata dal crimine organizzato (ereditato dalle altre amministrazioni), non si abbassa e nel quale le misure prese dalla nuova amministrazione (n.d.r. – si fa riferimento all’amministrazione guidata da Manuel Lopez Obrador) in quasi un anno di azione, non sembrano funzionare.
Un paese in cui la crisi migratoria è andata oltre le istituzioni pubbliche, le agenzie di cooperazione internazionale e della società civile. Su questo aspetto la violenza che colpisce le lavoratrici sessuali è la stessa delle altre donne.
Le testimonianze delle lavoratrici sessuali migranti che hanno partecipato nello studio, fanno un quadro di violenza sistemica, patrocinata dalle strutture dello Stato messicano, che privilegia i massimi profitti di padroni e politici e ignora la sua responsabilità per garantire una vita libera dalla violenza nei confronti di questo gruppo di donne.
Il volume è curato da Elvira Madrid Romero, Jaime Alberto Montejo Bohórquez e Rosa Icela Madrid Romero con la collaborazione di Arlen Palestina Pandal e Ricardo Enrique Guerriero Vázquez, attiviste della Brigada callejera de apoyo a la mujer “Elisa Martínez” con l’appoggio di Chus Álvarez Jimenez.