L’antropologo britannico John Gledhill, professore emerito all’Università di Manchester, ha lavorato a fondo sin dagli inizi della sua carriera per smascherare la guerra contro i poveri, le cui conseguenze colpiscono quotidianamente tutti: traffico di droga, corruzione, bande, argomenti che superficialmente sono attribuiti all’insicurezza, ma la cui vera radice è nella violenza istituzionalizzata dallo Stato, che complice di proprietari terrieri, industrie estrattive, società immobiliari, si rivolge contro chiunque si opponga allo sfruttamento.
La chiara analisi del complesso fenomeno della violenza in Michoacán, Guerrero e in Chiapas – Stati diventati quasi inaccessibili – permette di comprendere il rapporto tra questa guerra a bassa intensità e la folle violenza attuale, e svela uno dei più strazianti sintomi di un capitalismo spietato.