Una storia intellettuale dell’egemonia che ha funzionato come piattaforma per lanciare la “guerra alla droga”: prima a livello simbolico e poi come campagna permanente di violenza organizzata.
Il fenomeno del narcotraffico in Messico è sempre stato determinato dal linguaggio. Per più di quattro decenni, il sistema politico messicano è riuscito a imporre la narrazione “narco” che la società in generale ha accettato come spiegazione dominante degli alti tassi di violenza nel Paese.
Basandosi su una ricerca di archivi ufficiali, reportage giornalistici, studi accademici e produzioni culturali sul narcotraffico, Oswaldo Zavala ripercorre l’arco storico del linguaggio in cui si inscrivono la narrazione della guerra nella nostra società contemporanea e l’illusione delle organizzazioni criminali come nemico interno, dedicando particolare attenzione agli innumerevoli romanzi, film, canzoni, studi accademici e opere d’arte concettuale che ribadiscono la stessa narrazione che attribuisce ai presunti “cartelli” tutta la responsabilità della corruzione e della violenza diffusa in Messico.