La guerra contro il narco, l’alternanza nei governi del Messico e degli Stati Uniti, la cattura e l’estradizione dei capi, l’atomizzazione dei cartelli, il sorgere di nuovi leaders, le fluttuazioni del mercato nazionale e internazionale e l’evoluzione del traffico e nel consumo di stupefacenti hanno creato un nuovo Messico, che attraversa la maggiore crisi di violenza in ottant’anni.
Le strategie governative la peggiorano: “los abrazos en lugar de balazos” (n.d.r. – lo slogan “abbracci non pallottole” è stato lanciato da Lopez Obrador per porre freno alla violenza per la sua elezione a presidente del Messico) non ha senso quando esistono gruppi criminali che controllano intere zone del paese. Di fatto, sono riapparse bande che praticamente erano dissolte, stati interi sono tornati sotto controllo dei narcos e vari cartelli hanno ricevuto riconoscimenti e messaggi che li hanno rafforzati.
L’opera dell’autore evidenzia quali strategie non hanno funzionato, che risultato hanno raggiunto e come dovrebbero essere cambiate … con il rischio che il nostro futuro sia ancora più insanguinato e ingovernabile.
Indice
- Prólogo
- Nueva geografía del narcotráfico
- El fentalino: la droga del futuro y la crisis de opíaceos en Eatados Unidos
- El Chapo Guzmán y el futuro del Cártel de Sinaloa
- El culiacanazo y sus consecuencias
- El Mayo Zambada, el veradero jefe de jefes
- L sucesión en el Cártel Jalisco Nueva Generación
- El cártel atípico, Santa Rosa de Lima
- La violencia en la Ciudad de México, de La Unión Tepito al CJNG
- Tamaulipas, Chihuahua, Coahuila, los cárteles renacidos
- Guerrero, el derrumbe de la ampola
- Siguiendo la pista del dinero
- El factor militar. Entrevista con el secretario de la Defensa Nacional, general Luis Cresencio Sandoval
- Epílogo. Que mucho cambie para que nada siga igual
- A modo de conclusión
- Agradecimientos
- Anexo
- Índice Onomástico
Jorge Fernández Menéndez è un giornalista, scrittore e analista politico argentino naturalizzato messicano, nato a Buenos Aires nel 1955. È noto per la sua specializzazione in temi di sicurezza nazionale e criminalità organizzata, in particolare nel narcotraffico in Messico e America Latina. Ha dedicato numerosi libri e reportage a questi argomenti e il suo lavoro giornalistico è pubblicato su importanti testate messicane. In gioventù, è stato un militante studentesco e ha vissuto la repressione delle dittature militari argentine, subendo la persecuzione politica con familiari e amici. Si è trasferito in Messico nel 1981, dove ha studiato scienze politiche alla UNAM e ha deciso di stabilirsi permanentemente. È naturalizzato messicano dal 1985. Scrive la rubrica quotidiana “Razones” per il quotidiano Excélsior e per altri media messicani. Ha condotto programmi televisivi come Todo Personal e En la mira e ha lavorato per la rivista Tiempo e il quotidiano unomásuno. Il suo lavoro è caratterizzato da una profonda linea di ricerca e dall’analisi del narcotraffico come fattore di potere. È autore di numerosi libri che analizzano il narcotraffico, la politica e la violenza in Messico e America Latina, come De los Maras a los Zetas e El otro poder: las redes del narcotráfico, la política y la violencia en México.
Nel 2000, ha vinto il Premio Nacional de Periodismo de México per il miglior articolo di fondo. Il suo lavoro di denuncia della corruzione, dell’impunità e delle falle nella lotta al narcotraffico ha spesso messo a rischio la sua vita, portandolo a ricevere minacce.