Nel 2011, due “ingombranti” anniversari incombevano sulla testa del PAN (il partito conservatore allora al governo): la leggendaria Rivoluzione capitanata da Emiliano Zapata e l’inizio della travolgente “Revolución de Independencia” che vide nella figura di Simón Bolívar il proprio trascinatore. Come può un governo reazionario celebrare la gloria di ben due rivoluzioni? Gli autori svelano la soluzione: assolvere al formale imperativo istituzionale cercando altresì di inculcare l’inutilità, sul piano pratico e “col senno di poi” storiografico, dell’azione rivoluzionaria.