Il libro è una storia di uomini e donne in carne ed ossa, di insurgentes zapatisti della fine del secolo XX. I luoghi, i personaggi e i fatti sono reali; si attengono alla memoria e alla testimonianza.
La vicenda umana di questo movimento rivoluzionario, che ha fatto la sua apparizione pubblica il 1 gennaio 1994, con fucili di metallo e legno, non può che essere rivelata dalla narrativa, come un’esperienza vitale che non si può separare dalla richiesta di giustizia sociale.
Federico García ha raccontato questa storia a Carlos Ímaz, gli ha parlato delle sue motivazioni, della sordità del governo, del doloro e dell’orgoglio di appartenere all’Esecrito Zapatista di Liberazione Nazionale, l’EZLN.
Con un linguaggio piano, Rompiendo el silenzio penetra nella complessità politica del movimento, dei circoli sociali di appoggio – pubblici e clandestini – e della lotta armata. Tutto passa di fronte al lettore che vuole ascoltare.
Nel finale di questo libro un vecchio contadino dice al protagonista “….Il silenzio para la nostra parola…”