Nel testo, impaginato come un dépliant turistico, si denuncia il tentativo del governo di eliminare le culture indigene, lo sfruttamento anche sessuale dei minori, la sparizione forzata di centinaia di donne, l’attacco ai giornalisti e l’avanzata dei narcos. Viene espressa preoccupazione per la crescente militarizzazione del Chiapas. Particolare attenzione viene data all’uccisione della messicana Beatriz e del finlandese Tyri avvenuta il 27 aprile 2010 in una imboscata realizzata da un gruppo paramilitare legato al governatore dello Stato di Oaxaca, Ulises Ruiz, durante una carovana che portava aiuti ad una comunità indigena Triqui, a San Juan Copala, che si era dichiarata autonoma dai poteri politici locali.