In questo libro, Guillermo Trejo e Sandra Ley propongono una teoria innovativa e necessaria sulla violenza criminale, che sottolinea l’influenza cruciale della politica. Utilizzando approfonditi casi di studio e analisi statistiche che coprono oltre due decenni e diversi livelli di governo, dimostrano che i processi di transizione democratica, uniti alla frammentazione del potere politico, potrebbero essere stati la causa principale dello scoppio e dell’intensificazione delle guerre in Messico, nonché della loro espansione nelle sfere della politica locale e della società civile.
A differenza di studi precedenti, che considerano i gruppi criminali organizzati come libere imprese economiche che operano in opposizione alle autorità statali, Trejo e Ley li concepiscono come gruppi illegali strettamente legati allo Stato. Pertanto, questi gruppi rispondono al cambiamento politico: la criminalità organizzata non può esistere o operare con successo senza un certo grado di protezione statale.
Gli autori definiscono questa intersezione collaborativa una zona gris, uno spazio in cui i gruppi criminali possono respirare, crescere, riprodursi e avere successo. Tuttavia, quando la sfera del potere statale si sposta, anche l’equilibrio della zona gris si sposta, e questo genera violenza. Votos, drogas y violencia propone un nuovo approccio politico che amplia la nostra comprensione della criminalità organizzata e delle condizioni che favoriscono la guerra e la pace nel mondo criminale.
Il libro ha vinto due premi nel 2021 dall’American Political Science Association (APSA): il Best Book Award nella sezione Democracy and Autocracy e una menzione d’onore dal William H. Riker Prize Committee.