
All’alba del 18 dicembre 1996 un gruppo di guerriglieri del Mrta (Movimento rivoluzionario Tupac Amaru) occupò in armi l’ambasciata giapponese a Lima, sequestrando centinaia di persone, tra cui ostaggi eccellenti come ambasciatori da tutto il mondo e il capo dell’antiterrorismo peruviano.
“SCACCO AL MONDO” titolerà il quotidiano «Il Manifesto» del giorno dopo:“Ambasciatori, funzionari stranieri e quasi 500 persone ostaggio dei guerriglieri peruviani Tupac Amaru. L’irruzione durante una festa dell’ambasciatore giapponese a Lima. Chiedono il rilascio dei prigionieri politici o uccideranno tutti, poi minacciano di portarli nella foresta. Clinton offre aiuto a Fujimori” Il Manifesto 19 dicembre 1996
Queste le ragioni dell’azione nelle parole dei compagni peruviani:
“… c’è un paese dove esiste un terrorismo che uccide dalla fame migliaia di bambini che non hanno nessuna possibilità di alimentarsi … questo sistema che favorisce soltanto i potenti ha generato 13 milioni di peruviani in una situazione di estrema povertà… “
” …il governo del Sgn. Fujimori si scontra con i combattenti sociali mettendoli in galera, ove viene applicata la pena di morte in maniera lenta; questa è una realtà che non si può nascondere”.
” Questo lo deve sapere tutto il mondo; quella non è una democrazia; quella è una dittatura travestita da democrazia, perché in una democrazia non si può attentare contro i diritti e la dignità umana: questo non lo permetteremo mai”
“Lo sappia tutto il mondo: in questo paese ammazzano i combattenti sociali nelle prigione… e davanti a questo resta soltanto una lotta contro un governo sordo al dialogo, un governo prepotente che pensa di far retrocedere con le arme e la superbia la lotta rivoluzionaria del popolo”.
…”Il Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru è una organizzazione che viene dal popolo, nasce da esso… siamo molto lontano dalle accuse che costantemente ci piombano addosso, cioè, di essere un gruppo di terroristi assassini, questo è totalmente falso”.
“Abbiamo una sufficente autorità morale cosicché da esigere… anche se ci siano delle autorità responsabili dalla politica economica, responsabili dalla violazioni dei diritti umani di questo governo, nonostante non ci scontriamo con loro, li consideriamo delle persone. Mai applicheremo il principio l’occhio per l’occhio, dente per dente; mai imbatteremo contro la loro dignità umana come essi lo fanno con i nostri prigionieri”.
“Abbiamo preso questa misura in contrapposizione alla forma disumana con cui vengono trattati i nostri compagni imprigionati, i quali vivono in una prigione-tomba; proprio per questa ragione reiteriamo la sollecitudine che i nostri compagni imprigionati vengano liberati”.
“Casomai il Sgr. Fujimori decida finalmente per una intervenzione militare, questo accadrà sotto la sua intera responsabilità… non abbiamo paura dalle minacce, nemmeno dalla superbia; qui c’entra il dialogo, una soluzione pacifica voluta da tutti noi… continueremo fino alle ultime conseguenze, perché non retrocederemo mai.” ¡TUPAC AMARU … VIVE … Y VENCERA!!
Movimento rivoluzionario Tupac Amaru – MRTA
I guerriglieri Tupac Amaru avevano chiesto a Fujimori di liberare solo 20 dei militanti del gruppo che si trovano nelle carceri peruviane ma le trattative non hanno mai trovato sbocchi reali e dopo 126 giorni di assedio il governo peruviano ha scelto la via della strage: il 22 aprile con un blitz militare organizzato insieme ai servizi segreti israeliani, americani e inglesi è stata messa la parola fine all’occupazione della residenza dell’ambasciatore giapponese a Lima; tutti i 14 guerriglieri del Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru furono assassinati.