I Mondiali di calcio FIFA 2026, che si terranno in Messico, Stati Uniti e Canada dall’11 giugno al 19 luglio 2026, stanno avendo un complesso impatto sociale su Città del Messico. Le organizzazioni della società civile, in particolare la Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martínez” A.C. hanno denunciato che i preparativi per l’evento stanno generando una “pulizia sociale” e stanno avendo un impatto negativo sull’economia dei settori più vulnerabili, soprattutto nell’area intorno allo Stadio Azteca e alla Calzada de Tlalpan.
Riportiamo tradotto da Noemi Improta e Rosa Oliva un loro documento di inizio 2026 che spiega e documenta quali sono gli impatti sociali che stanno determinando i prossimi mondiali.

In Messico si terrà il Mondiale 2026, sarà la ventitreesima edizione della Coppa Mondiale di Calcio organizzata dalla FIFA e si svolgerà dall’11 giugno al 19 luglio del 2026 in Nord America: Canada, Stati Uniti e Messico. È la prima volta che si assegna la sede a tre paesi. Il Messico sarà il primo paese ad aver organizzato tre coppe del mondo (dopo il 1970 e il 1986), gli Stati Uniti saranno il sesto paese ad ospitare almeno due edizioni (dopo quella del 1994) e per il Canada sarà la prima volta.
Con personaggi che rispondono agli interessi internazionali di un’agenda mondiale che cerca sempre di beneficiare i potenti e depredare i poveri.
Persone che sono compiacenti con le aziende, Presidenti che non aiutano i propri popoli, funzionari pubblici, imprenditori uomini con una visione patriarcale e fallica e dalle dubbie reputazioni come Giovanni Vincenzo Infantino, dirigente sportivo e avvocato svizzero-italiano, che dal 26 febbraio 2016 ricopre la carica di presidente della FIFA. È stato segretario generale della UEFA tra il 2009 e il 2016. Il 26 ottobre 2015 ricevette il pieno sostegno del Comitato Esecutivo della UEFA per la sua candidatura alla presidenza della FIFA nel congresso straordinario della FIFA da tenersi a febbraio 2016. Lo stesso giorno confermò la sua candidatura presentando le dichiarazioni di sostegno. Il 16 marzo 2023 è stato rieletto presidente della FIFA fino al 2027.
Dal 2016 nel corso della sua gestione ha affrontato diverse controversie e accuse, sebbene la procura svizzera abbia archiviato importanti indagini a suo carico. Nel luglio 2020 è stato aperto un procedimento penale speciale contro Infantino per “abuso di autorità”, “violazione del segreto d’ufficio” e “ostacolo all’azione penale”. Queste accuse si concentravano sui suoi incontri con l’ex procuratore federale Michael Lauber, che si dimise in seguito ai dubbi sulla sua gestione dei casi di corruzione legati alla FIFA (cosidetto FIFA Gate). All’inizio del suo mandato, documenti dei “Panama Papers” rivelarono che Infantino firmò contratti commerciali mentre lavorava per la UEFA che favorivano persone successivamente accusate di corruzione nella FIFA.
Nell’ottobre 2023 la procura svizzera ha chiuso definitivamente le cause penali contro Gianni Infantino per sospetti di corruzione e collusione con l’ex procuratore generale Michael Lauber, relative a incontri informali tra i due nel 2016 e 2017. Infantino ha definito questo evento come una vittoria per la “nuova FIFA”.
Questo torneo sarà il primo a includere 48 squadre, un’espansione di sedici rispetto alle passate edizioni. L’offerta nordamericana ha superato l’offerta rivale del Marocco durante la votazione finale nel 68º Congresso della FIFA il 13 giugno 2018 a Mosca.
Il montepremi totale del 2026 sarà quasi sei volte superiore ai 110 milioni di dollari di premi per il Mondiale femminile del 2023 in Australia e Nuova Zelanda. Nel 2023 il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha fissato un obiettivo di uguaglianza nei premi tra uomini e donne per i prossimi mondiali. Il prossimo torneo femminile è programmato per il 2027 in Brasile. Il Mondiale per Club, allargato in modo controverso da sette squadre a 32 e inserito nel calendario internazionale, ha avuto un fondo premi totale di un miliardo di dollari. Il premio massimo per il vincitore, il Chelsea, è arrivato a 125 milioni di dollari per un torneo che ha affrontato una forte resistenza da parte di giocatori e leghe nazionali e ha attirato pochissimi spettatori per alcune partite.
Si tratta di una struttura organizzativa economica che gioca tra riciclaggio di denaro, sfruttamento lavorativo e il perpetuare il discorso dell’ignoranza e del calcio per la popolazione, che lo consuma come una realtà che anestetizza la fantasia in cui si è obbligati a vivere.
Il rallentamento economico previsto per il 2026, unito alle tensioni commerciali tra Messico, Stati Uniti e Canada, potrebbe limitare gli investimenti nelle infrastrutture necessarie per il Mondiale. Gli esperti hanno sottolineato che la mancanza di pianificazione strutturale e la speculazione immobiliare potrebbero ridurre i benefici economici del torneo, lasciando un impatto passeggero invece di uno sviluppo duraturo. Queste preoccupazioni sono state discusse in circoli accademici, dove si avverte che il Messico non è preparato per massimizzare le opportunità del Mondiale 2026 in mezzo a un contesto economico e sociale convulso; inoltre, i danni con cui dovremo convivere al termine del mondiale in Messico saranno elevati e li pagheremo tutti poiché, nonostante le entrate che possano arrivare a settori come il turismo e l’ospitalità, la spesa pubblica è elevata e i dati mostrano che i prezzi aumentano nei paesi organizzatori. Le cifre sono promettenti, ma contrastano con la radiografia lasciata dai dati macroeconomici dei precedenti organizzatori di mondiali e con le ricerche accademiche al riguardo.
Il grande beneficiario nell’organizzazione del torneo è sempre e solo la FIFA, poiché è l’ente che incassa i diritti televisivi, la maggior parte dei contratti pubblicitari e che raccoglie il denaro della vendita dei biglietti per le partite; al contrario, chi deve sostenere gli investimenti più importanti sono i paesi organizzatori. Lungi dal pensare che questi ottengano benefici economici, il risultato è totalmente opposto.
Il Mondiale 2026 implica una “pulizia sociale”. Il Mondiale 2026 in Messico intensifica la gentrificazione e gli allontanamenti forzati, specialmente a Città del Messico (CDMX), con aumenti previsti degli affitti superiori al 100% e una massiccia conversione di abitazioni in affitti a breve termine (Airbnb). Zone come lo Stadio Azteca, Roma e Condesa affrontano la pressione maggiore, elevando i costi della vita ed espellendo i residenti locali. Si stima che il costo dell’affitto possa salire fino al 155% nella CDMX, con affitti di locali e abitazioni che dovrebbero aumentare del 40% nelle città sede degli incontri (CDMX, Monterrey, Guadalajara). I residenti tradizionali, in particolare nelle zone limitrofe allo Stadio Azteca (Santa Úrsula, Coyoacán), corrono il rischio di essere espulsi dalla pressione immobiliare. Lo Stato di Jalisco sarà sede della Coppa del Mondo 2026 insieme a Nuevo León e Città del Messico; tuttavia, lo Stato appare anche in un’altra triade molto meno celebrata: occupa il secondo posto nazionale nella tratta di bambini e adolescenti a scopi sessuali.
A Monterrey la preparazione per il Mondiale ha preso la forma di opere infrastrutturali. Lungi dal migliorare la vita dei cittadini di Monterrey, sembrano invece progettate per la fotografia ufficiale, dato che si lavora a 34 progetti di opere pubbliche di varie dimensioni. Queste includono il rinnovamento dei trasporti con 4.000 nuovi autobus, l’espansione delle linee 4 e 6 della metropolitana e la costruzione del Parco dell’Acqua.
Municipi come Puerto Vallarta, Chapala e Tlaquepaque sono stati identificati come “punti caldi”. Si tratta di destinazioni turistiche che, in poche settimane, riceveranno migliaia di visitatori da diversi paesi, il che ha acceso allarmi tra autorità e specialisti dinanzi al rischio di sfruttamento di minori. I dati delle compagne della Rete Messicana del Lavoro Sessuale di Guadalajara indicano che le reti di tratta di donne a scopi sessuali hanno visto un aumento della presenza di donne migranti.
A Città del Messico l’ombra del Mondiale 2026 genera e aumenta la gentrificazione, che avanza con passo fermo nel municipio di Benito Juárez. Nel quartiere Nativitas, il “rinascimento urbano” che promette di modernizzare la capitale convive con un’altra realtà: commercio informale, lavoro sessuale e abitanti che osservano come il prezzo degli spazi schizzi alle stelle mentre il loro ambiente cambia a una velocità insolita.
Tra le strade dove prima predominavano officine e abitazioni tradizionali, oggi le agenzie immobiliari annunciano loft come simbolo di innovazione e plusvalore. Questo modello di riutilizzo di spazi industriali in zone centrali e ben collegate è diventato popolare nella zona: appartamenti a partire da 2 milioni di pesos vengono promossi per la loro “eccellente posizione, vicini ai viali principali e con accesso ai trasporti pubblici”.
La narrativa commerciale insiste sulla connettività e la tranquillità. “Perfettamente collegato ai punti più importanti di Città del Messico, circondato da un ambiente familiare”, promettono gli annunci di prevendita per appartamenti che superano i quattro milioni di pesos. Parallelamente, uffici in affitto fino a 170.000 pesos mensili vengono offerti sulla Calzada de Tlalpan, una delle arterie stradali più importanti della capitale.
Assicurando che non vi sia discriminazione né razzismo, laddove ogni giorno migliaia di persone che sopravvivono in strada sono trattate con violenza e senza politiche pubbliche adeguate agli standard internazionali necessari per riconoscere le persone che, per problemi economici, stress o depressione, si trovano in strada. Le retate per portare forzatamente le persone in rifugi che non rispettano le minime attenzioni sanitarie sono celate, come il rifugio da cui tutti sanno che si esce morti: ci riferiamo all’ALBERGUE CORUÑA (*), che si trova a pochi isolati dalla metropolitana Viaducto.
Sempre di più in questa città le persone sopravvivono in strada, con una violenza sociale e governativa che non cerca di aiutare, ma solo di nascondere, uccidere, logorare e cancellare l’esistenza stessa di queste persone; è necessario un investimento serio per adeguare i rifugi della città e implementare modalità di intervento per la popolazione che consuma sostanze.
Sempre più esercitando violenze sulle lavoratrici sessuali per aver chiesto giustizia quando richiedono supporto alla polizia o quando cercano di aprire un fascicolo di indagine, mettendo in dubbio la loro verità e la loro storia; in molti casi queste donne vengono arrestate in quanto considerate moleste e sgradite, mentre le autorità esigono da loro favori sessuali per poter svolgere il proprio lavoro.
Per la società e i funzionari pubblici le lavoratrici sessuali non sono una priorità; al contrario, esiste una forma di violenza che preferisce parlare del Mondiale e delle politiche di spreco economico che non si curano né aiutano la popolazione messicana.
(*) L’Albergue Coruña (CAIS), situato nel quartiere Viaducto Piedad del distretto di Iztacalco, è una struttura gestita dalla Secretaría de Inclusión y Bienestar Social di Città del Messico (SIBIS). Offre alloggio e vitto ai senzatetto.