Messico – La Brigada Callejera

14 Maggio 2026

Nel mese di Aprile – Maggio abbiamo ospitato integrant* della Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer ‘Elisa Martínez’ A.C.. Abbiamo discusso delle loro attività in Messico a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici sessuali, dei loro progetti e delle loro pratiche. Grazie al lavoro di traduzione di Noemi Improta e Rosa Oliva vi proponiamo un pezzo della loro storia. Una storia che parla di autofinanziamento, autogestione e collaborazione comunitaria.

Senza titolo

La Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer ‘Elisa Martínez’ A.C. è un’organizzazione civile messicana, fondata più di 30 anni fa, che opera principalmente a Città del Messico e nel Chiapas, focalizzata sulla salute, la difesa dei diritti umani e il lavoro sessuale. Il suo autofinanziamento e la sua sostenibilità si basano su un mix di autogestione, collaborazione comunitaria e sostegno esterno.

Strategie di Finanziamento e Sostenibilità:

  • Autogestione e Servizi Comunitari: L’organizzazione realizza attività per finanziare le proprie operazioni, inclusa la vendita di materiali educativi come fumetti a colori, manuali e opuscoli sulla prevenzione della tratta e sulla salute sessuale.
  • Collaborazione di Promotrici della Salute: Formano le professioniste del sesso come promotrici della salute, le quali effettuano test per l’HIV e la sifilide, riducendo i costi operativi e generando una rete di supporto interna.
  • Cooperative e Alleanze: Dispongono di una cooperativa di avvocati per la difesa legale delle proprie beneficiarie, il che permette il monitoraggio dei casi di violazione dei diritti umani.
  • Gestione del Sostegno Esterno: Sebbene lavorino sull’autogestione, la Brigata ricerca attivamente finanziamenti esterni, sostegno da fondazioni e donazioni per lo sviluppo di progetti specifici di salute e educazione.

Rifugi e Mense Comunitarie: Durante le emergenze, come la pandemia di COVID-19, hanno implementato rifugi e mense, spesso finanziati attraverso reti di solidarietà e donazioni. Trasparenza Contabile: L’organizzazione registra i propri movimenti contabili e rispetta la fiscalizzazione della SHCP (Secretaría de Hacienda y Crédito Público), il che facilita l’accesso ai fondi. La Brigada Callejera cerca di responsabilizzare le professioniste del sesso affinché siano autonome economicamente, riducendo la loro dipendenza e il rischio di sfruttamento. La Brigada Callejera de Apoyo a la Mujer “Elisa Martínez” sopravvive principalmente attraverso l’autogestione e la propria produzione, mettendo in risalto il suo marchio di preservativi “Encanto”. Inoltre, si finanziano mediante la vendita di forniture, donazioni, reti di supporto comunitario, mense e la partecipazione a reti internazionali per i diritti umani.

Il nucleo iniziale dell’organizzazione inizia la distribuzione periodica di preservativi gratuiti tra alcuni gruppi di professioniste del sesso di livello socioeconomico basso nel Distretto Federale, nel 1993, con l’obiettivo di stabilire condizioni favorevoli che permettessero di ottenere una diagnosi affidabile sul fenomeno della prostituzione e poter così strutturare un intervento comunitario a medio e lungo termine in una zona prioritaria del lavoro sessuale, come è stata la Merced – Mixcalco. Successivamente si uniscono le professioniste del sesso transgender.

La prima crisi di preservativi gratuiti si è avuta quando il CONASIDA (Consejo Nacional para la Prevención y el Control del sida) decise di diminuire fino al 10% la dotazione mensile autorizzata alla Brigada Callejera, a metà del 1995, per aver messo in discussione il controllo sanitario forzato che veniva effettuato tra le professioniste del sesso, dove venivano violati i loro diritti umani e la loro dignità umana.

In quel momento si è verificato che l’assegnazione di preservativi gratuiti alle ONG può diventare, come è accaduto fino ad oggi, un meccanismo di controllo utilizzato per generare correnti di opinione favorevoli all’istituzione, dove non mediano criteri tecnici di consegna di un prodotto così vitale, bensì il favoritismo verso quei gruppi più o meno incondizionatamente legati alle manovre politiche del momento.

Nonostante la carenza di preservativi gratuiti, continua la loro richiesta tra le professioniste del sesso assistite dall’organizzazione. Da quel momento si inizia la compravendita sociale di preservativi con materiale sussidiato, acquistato da organizzazioni che lo promuovono come contraccettivo.

La mancanza di risorse e la necessità di ampliare il programma di prevenzione richiedevano risorse economiche aggiuntive. Forse i preservativi acquistati, in un dato momento, avrebbero potuto dare quelle risorse per stampare opuscoli, pagare il telefono, i viaggi e l’affitto di un locale per installare un centro sociale.

Non appena iniziarono a essere distribuiti preservativi a basso costo, la richiesta di queste forniture sanitarie aumentò notevolmente, così come la richiesta di workshop informativi su HIV/AIDS e diritti umani. Iniziarono gli ordini telefonici presso le case di alcuni compagni e l’opportunità di generare risorse aggiuntive per l’operatività di un programma di assistenza alle professioniste del sesso, ma si presentò un problema.

In quel momento non si disponeva di un numero sufficiente di preservativi per soddisfare le richieste che aumentavano ogni giorno. Fu così che si decise di impiegare parte del denaro pagato dalle professioniste del sesso per i preservativi per acquistarli in grandi quantità da altri distributori; potendo così stoccare un volume maggiore di prodotto e coprire completamente le richieste d’acquisto.

Ciò implicava che la Brigada Callejera avrebbe guadagnato un po’ meno denaro su ogni preservativo, ma era l’unico modo possibile per evadere gli ordini. Questo beneficiò anche i gruppi che ci fornivano i preservativi, grazie all’aumento delle vendite.

Tuttavia, ci si rese conto di avere un altro problema alle porte. Non riuscivamo a consegnare i preservativi con la tempestività richiesta dagli ordini. Le sex workers li volevano immediatamente per lavorare protette. Facemmo il possibile, ma la distribuzione procedeva lentamente. Le consegne occupavano sempre più tempo e si trascuravano altre attività per soddisfare le richieste di preservativi.

Per risolvere il problema acquistammo una linea telefonica. Ciò comportò spendere (in seguito si comprese che si trattava di un investimento) un po’ più di denaro proveniente dalla compravendita dei preservativi, ma garantì la presa tempestiva degli ordini con maggiore rapidità.

Nonostante il telefono, continuava l’impossibilità di evadere i nuovi ordini con l’efficacia attesa da tutti, e i workshop informativi continuavano a essere rimandati.

Perché non ricorrere ad altre donne affinché collaborassero alla realizzazione dei workshop, alla distribuzione dei preservativi e alla gestione degli ordini telefonici? Impegnare altre volontarie, con il loro tempo extra disponibile, richiedeva di ricompensarle economicamente per il loro lavoro con una parte del denaro con cui le lavoratrici del sesso pagavano i preservativi.

Le nuove collaboratrici erano contente perché avevano l’opportunità di guadagnare un po’ di denaro extra e di collaborare alla risposta che stavamo dando all’HIV/AIDS.

Nonostante potessimo contare su diverse fonti di approvvigionamento, la carenza periodica e i rincari ricorrenti del costo dei preservativi furono costanti, il che limitò l’impatto del programma e la sua stessa portata nel periodo compreso tra il 1995-96, dato che il prezzo aumentava a dismisura e troppo velocemente per il soddisfacimento delle donne che acquistavano i preservativi.

L’alternativa fu realizzare uno studio di fattibilità finanziaria, organizzativa, tecnica e di mercato per lanciare al pubblico una nuova marca di preservativi maschili, di proprietà della Brigada Callejera.

Tale studio comprese la selezione del marchio e il suo design, attraverso focus group nella zona della Merced; la sua registrazione presso la SECOFI e la SSA, affinché si valutasse se rispettava le disposizioni della Norma Ufficiale Messicana che stabilisce le specifiche dei preservativi in lattice di gomma (NOM-016-SSA-1993).

Di fronte alla carenza periodica di preservativi, nel secondo semestre del 1996 fu progettato un piano di investimento e approvvigionamento che includeva la quotazione di preservativi di marca acquistati sul mercato nazionale e importati, oltre ad altri studi per stabilire la fattibilità della commercializzazione a basso prezzo, gestendo costi di mercato senza alcun sussidio.

Fu così che un gruppo di universitari disegnò per noi la campagna di pubblicità diretta “Cuando … “le pones” Encanto, responde”  dal punto di incontro al consumatore. Si formarono le professioniste del sesso come promotrici della salute e distributrici dei preservativi Encanto, attraverso percorsi periodici di marketing diretto.

01 Encanto condoneria Dia Mundial Condon 2023

Uno dei risultati dello studio di mercato evidenziò che la popolazione target appartiene alla classe D (n.d.t. – solitamente intesa come classe medio-bassa) e le sue abitudini mediatiche includono riviste tascabili come il “sensacional de barrios”, essendo economiche, di facile lettura e con le quali si identificano.

Successivamente, l’organizzazione progettò una seconda marca di preservativi che fu presentata ufficialmente durante la marcia del pride lesbico, gay, bisessuale, travestito, transessuale e transgender (LGBTTT) del 1999, rivolta a uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, tra i quali spicca la popolazione gay e transgender (“vestidas”) che svolge lavoro sessuale.

Più avanti, nel 2001, nell’ambito di un progetto tripartito con il COESIDA Jalisco (sotto la Segreteria Tecnica della dottoressa Patricia Campos) e con l’OMS/OPS (sotto la direzione del dottor José Romero Keith), si ottenne la registrazione sanitaria del preservativo femminile in poliuretano, della quale si fu poi privati da parte di una multinazionale di marketing sociale, appoggiata dal governo messicano e statunitense: la DKT.

Va sottolineato che le marche di preservativi Encanto®, Triángulo® e The female Condom® hanno partecipato agli ultimi sei studi di qualità della PROFECO (Ufficio Federale del Consumatore) e le valutazioni ottenute riempiono di soddisfazione.

Tuttavia, gli attacchi al nostro programma di marketing sociale giunsero da funzionarie del CONASIDA – CENSIDA della Segreteria della Salute e dalle ONG che si occupano di AIDS, le quali ritenevano che un gruppo di “ultimi arrivati” non avesse alcun diritto di strutturare un progetto di tale portata senza la loro consulenza o il loro consenso.

Fu allora che la DKT e la PSI entrarono nel mercato dei preservativi per farci sparire; infatti, mentre queste due multinazionali contavano sulle risorse della USAID e del governo messicano, la Brigada Callejera contava solo sul proprio “lavoro di formica” e sull’impegno per la costruzione di un mondo in cui ci sia posto per molti mondi.

In paesi come il Bangladesh, l’India e il Pakistan si parla della “crisi del preservativo”, provocata da tali multinazionali e dalle loro filiali in quella regione, che in un primo momento hanno invaso il territorio con prodotti gratuiti e a basso costo e, dopo aver fatto sparire le controparti commerciali, hanno alzato i prezzi alle stelle, esercitando inoltre un controllo sulle masse attraverso la loro partecipazione alla lotta contro l’HIV/AIDS.

D’altra parte, nel 1992, venne inaugurato il nostro primo negozio “El Encanto del Condón”, che precedette quello installato nel nostro centro sociale (1995 – 1998), situato all’epoca nel retro della Parrocchia de la Soledad. Quello stesso anno si coordinò la realizzazione di oltre cinquanta fiere del preservativo tenutesi nel Distretto Federale e negli stati di Messico, Puebla, Tlaxcala, Michoacán, Veracruz, Querétaro, Guanajuato e Jalisco, tra le altre entità della repubblica messicana, dove parteciparono lavoratori e lavoratrici del sesso in qualità di promotori e promotrici della salute sessuale e riproduttiva. A partire dalle “condonerías” installate in vari stati della repubblica, è stato sviluppato un modello di educazione sessuale rivolto alla popolazione adolescente e giovanile, con i rispettivi fumetti e guide alla discussione, a cui hanno partecipato giovani di entrambi i sessi provenienti dai quartieri popolari del Distretto Federale.

Oggi subiamo minacce da parte di settori del governo che cercano di amministrare e voler ordinare politicamente tutto ciò che non aggrada i loro interessi, e hanno cercato di chiudere le nostre due “condonerías” (negozi di preservativi): una situata in calle Isabel la Católica numero 13, ufficio 503, nella colonia Centro, a pochi isolati dalla fermata Allende della linea blu della metropolitana, nel cuore del centro storico di Città del Messico (CDMX); la seconda si trova in Av. de los Maestros 29B, Agricultura, Miguel Hidalgo, 11360 Città del Messico, CDMX, Messico.

Nonostante ciò, sono le uniche due condonerías” in tutta la città, in confronto a tutti i sex shop presenti. La lotta per portare avanti il preservativo “Encanto” è titanica, ma non impossibile.

unnamed

Disponibilità materiali

Il materiale presente in questa pagina è disponibile per la consultazione presso la sede del Centro in Larghi Banchi Nuovi a Napoli.
Non tutti i materiali sono disponibili per il download. Inviaci una richiesta compilando il form e proveremo a risolvere la tua richiesta.

Per ogni altra richiesta puoi inviarci una mail a info@caminantescentrodocumentazione.org

Sguardi critici sull’America Latina – tracce e segni del presente.

Questa sezione di Caminantes è uno spazio dedicato ad articoli, analisi e post che trattano le questioni più rilevanti e attuali riguardanti l’America Latina, con un focus particolare sul Messico.

I contenuti sono pensati per offrire una comprensione più profonda dei processi in corso, cercando di mettere in luce le dinamiche interne dei vari paesi. Siamo impegnati a presentare punti di vista alternativi e a stimolare riflessioni critiche su tematiche come i diritti umani, le disuguaglianze sociali, i movimenti di resistenza e le sfide legate alla sostenibilità e alla giustizia sociale.

Argomenti: