Messico La comunista Frida Kahlo, un prodotto capitalista per la Coppa del Mondo.

18 Maggio 2026

Con l’approssimarsi dell’inizio dei Campionati del Mondo continuano nelle tre città messicane ospitandi le partite le opere di abbellimento e trucco delle zone interessate. Per fare questo non ci si fa scrupolo di utilizzare figure iconiche come Frida Khlo. Una sua enorme statua in bronzo è stata collocata nella municipalità di Coyoacán. Altre operazioni di washing sono in atto per nascondere i veri problemi che attanagliano molti dei quartieri popolari della metropoli messicana. Grazie alla traduzione di Rosa Oliva e Noemi Improta, con l’adattamento di Caminantes proponiamo la riflessione di un artivista intervistato da Jaime Quintana Guerrero.

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Foto: Jaime Quintana

Dietro l’installazione della scultura di Frida Kahlo a Città del Messico “ci sono motivazioni, e una è capitalizzare il momento”, afferma Alfredo López Casanova, scultore e difensore dei diritti sociali, che indica “una sorta di disputa politica, tra i partiti al governo, su chi possa capitalizzare di più sull’evento internazionale della Coppa del Mondo 2026.”

Per questo motivo, spiega, “è stata installata una scultura di dimensioni gigantesche, di cui fino a ora non si conosce il costo né se fosse la priorità della popolazione.”

Da più di una settimana, una valanga di simboli è stata dispiegata in tutto lo Stadio Azteca, lungo tutta la calzada (carreggiate) di Tlalpan e le vie che vi danno accesso.

Alfredo López Casanova, attivista e scultore delle figure di Don Gilberto Bosques, Rodrigo (Rockdrigo) González nella stazione della metropolitana di Balderas e Chávela Vargas in Plaza Garibaldi, ritiene che “queste azioni siano un modo per costruire delle “realtà virtuali” per nascondere la realtà vera e occupare gli spazi pubblici, impedendo la visibilità di problemi reali nel paese.

L’immagine in bronzo di Frida Kahlo è apparsa il 29 marzo (73 giorni prima della prima partita di Coppa del Mondo a Città del Messico), nel mezzo di quattro viali: la rotonda di Avenida del Imán, San Guillermo e Boulevard Gran Sur, in Pedregal de Santa Úrsula, nel municipio di Coyoacán.

La scultura, alta sette metri, è stata realizzata su una base composta da 485 metri di cordolo in cemento idraulico, 850 metri quadrati di marciapiede, 66 dissuasori metallici e 702 metri di vernice termoplastica.

Il costo della scultura è attualmente sconosciuto e manca anche una targa che ne spieghi lo scopo o che informi su chi l’abbia realizzata.

Il giorno successivo alla sua presentazione al pubblico, il 30 marzo, il presidente municipale di Coyoacán ha dichiarato che l’opera era stata inaugurata, senza però fornire alcuna documentazione o immagini dell’evento. Tuttavia, l’opera è stata ufficialmente attribuita alla municipalità di Coyoacán e la sua creazione allo scultore Pedro Ramírez Ponzanelli.

La Frida, un’imposizione

“Qualsiasi opera pubblica o scultura che il cui valore realizzativo un milione o un milione e 200 mila pesos ha l’obbligo di essere messa a gara pubblica. Prima, il limite era tra i 900.000 e i  950.000 pesos,” spiega Alfredo López Casanova.

Aggiunge che i governi municipali, locali e federali “hanno l’obbligo di fare un concorso pubblico ed aperto agli scultori nazionali; l’autorità può decidere se renderlo la gara “locale”, cioè solo per scultori di Città del Messico. È un obbligo istituzionale rendere pubblica la gara”,

Aggiunge che i governi municipali, locali e federali “hanno l’obbligo di fare un appello pubblico e aperto per scultori nazionali, e l’autorità può decidere se renderlo locale, cioè solo per scultori di Città del Messico. È un obbligo istituzionale rendere pubblica la gara.”

López Casanova, che può essere definito anche un artivista, ricorda che lo spazio pubblico appartiene agli abitanti e che “le autorità devono prendersene cura e proteggerlo, oltre a mantenerlo.”

Pertanto, Alfredo López sottolinea, “lo spazio appartiene alle persone dei quartieri, dei quartieri, dove ci sono rotatorie, gli spartitraffico egli  altri spazi in cui dovrebbe essere posta una scultura”.

Essendo in luogo abitato, le autorità “devono consultare le persone che abitano quegli spazi, chiedere se vogliono quella scultura, sapere se è stata una richiesta degli abitanti”, afferma l’artista.

Tuttavia, “quello che succede con queste sculture è che sono imposizioni, qualunque colore abbiano i partiti: PAN, PRI, Morena”. Dopo l’imposizione, spiega Alfredo, le autorità cercano di di dare un significato a quella scultura, come è accaduto nel caso di Frida, che rappresenta “la forza femminile.”

“Cercano di mercificare una figura iconica, una che ha il potenziale per essere sfruttata economicamente. Frida Kahlo è una delle poche pittrici ad avere un impatto internazionale”, sottolinea López Casanova.

Per lo scultore, la consultazione [popolare] è necessaria perché forse nei quartieri ci sono altre emergenze, “come la manutenzione, il trattamento dei rifiuti, la questione della luce e dell’illuminazione pubblica, la sicurezza pubblica, l’approvvigionamento idrico.” Se la popolazione non viene coinvolta, dice, “si commettono atti di autoritarismo, su di loro viene imposto un capriccio del momento”.

Il destino delle sculture

López Casanova segnala ad esempio la costruzione del Jardín de Lluvia,  un progetto inaugurato dal governo della capitale il 18 marzo nel Circuito dello Stadio Azteca, senza che gli abitanti fossero informati in anticipo. “Nel mezzo di un evento in cui l’obiettivo è il denaro, il giardino non risolve davvero il problema dell’approvvigionamento idrico. È stato fatto per inibire le manifestazioni, per distogliere dalle questioni di gravità nazionale e, lo stesso vale per questa scultura, che hanno installato di notte e che risponde a una costruzione di realtà virtuale.”

Per riferirsi a cosa accadrà e alla simbologia degli spazi e delle sculture, l’artista ricorda che “generalmente non si sa quale sarà il destino delle sculture che si trovano nello spazio pubblico, anche se Frida Kahlo è una figura amata a livello nazionale e una donna importante per il paese con una proiezione internazionale come pittrice e come donna che ha infranto molti stereotipi per il suo tempo.”

In riferimento alle dichiarazioni delle autorità della capitale, come quelle fatte dal presidente municipale di Coyoacán, che ha detto nelle sue dichiarazioni che la statua di Frida sarà un’icona culturale, López Casanova sottolinea che “questo non è il problema dell’immagine di Frida, ma che è l’autorità stessa a determinare se la figura è più o meno una icona culturale. Questa è una pura e semplice schiocchezza”.

Frida Kahlo a Santa Úrsula e Santo Domingo

Ciò che si osserva oggi a Santa Úrsula è una disputa per lo spazio. Ma ciò che, inoltre, è sullo sfondo è una mancanza di attenzione a questioni come la mancanza d’acqua, la mancanza di sicurezza, i processi accelerati di gentrificazione e di espropriazione territoriale.

La zona sud di Città del Messico, in quartieri come Santo Domingo e quelli che circondano lo stadio Azteca, è stata caratterizzata da occupazioni abusive di terreni e dalla auto costruzione di strade, servizi e infrastrutture senza apporto pubblico.

Queste popolazioni vicino allo stadio, ricorda López Casanova, “iniziarono a organizzarsi politicamente e socialmente durante il terremoto del 2017. In tutta la parte di Taxqueña riuscirono a riparare le loro case, chiudendo Avenida Tlalpan.”Quella lotta”, aggiunge, “ha generato in maniera accelerata una consapevolezza sociale e politica di quelle classi medie che non si vedevano nelle mobilitazioni di strada”.

La realizzazione del giardino pluviale e l’installazione delle sculture fanno parte di un processo accelerato di ristrutturazione, “che non è altro che una cortina di fumo per oscurare le crescienti proteste contro la Coppa del Mondo”.

Nella Coppa del Mondo in Argentina del 1978, le madri di Plaza de Mayo riuscirono a  farsi notare davanti ai media internazionali riguardo alla dittatura e alla scomparsa dei loro figli e a rompere l’assedio mediatico. Oggi in Messico, riflette l’artista, “la notizia è che chi ostacola un evento pubblico o culturale può essere penalizzato.”

“È il ritorno di uno schema che tende a inventare la realtà e a investire molti soldi nella post-produzione delle notizie per nascondere la realtà”, dice.

Relazioni di potere e arte

“Ciò che è anche implicito è che l’aggiudicazione dei lavori sono assegnati a certi personaggi, a certe famiglie all’interno del circuito culturale. Penso alla famiglia Ponzanelli dagli anni ’60.

Non hanno mai smesso di essere i favoriti del governo e delle relazioni di potere, e non importa quale colore di partito politico sia al potere”, afferma l’artista sociale e comunitario.

L’assegnazione discrezionale dei lavori per le sculture costituisce una violazione delle normative, oltre a rappresentare un beneficio per il potere. “Con questo tipo di affidamenti discrezionali, con questo tipo di lavoro, è previsto anche il versamento discrezionale di una percentuale di denaro alle autorità, o ai dirigenti interni che generalmente operano sempre all’interno delle strutture governative, i quali poi “prendono la loro parte”, spiega López Casanova.

Le cortine di fumo, aggiunge, sono “lo scenario per deviare i problemi e truccare la realtà.” In questo caso, l’installazione di sculture pubbliche come quella di Frida Kahlo è realizzata per sfruttare eventi internazionali, come la Coppa del Mondo che inizia l’11 giugno.

Questa motivazione politica mira a sfruttare l’evento per generare impatto, anche se il costo di questi lavori e la loro priorità non sono sempre chiari. “Questo evento si svolgerà nel paese e, alla fine, la statua rimane un capriccio istituzionale, di mercificazione di un’immagine”, conclude l’artista e scultore Alfredo López Casanova.

Articolo originale su Desinformrmonos

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