Costa Rica – Sciopero in Chiquita

15 Giugno 2025

Riportiamo un articolo di Lenin Hernández Navas –  (Segretario generale de Unidad en Acción Sindical -UAS) – comparso il 29 maggio 2025 e tradotto da Sonia Mormone.

A Bocas del Toro, la speranza si è trasformata in resistenza. Lo sciopero di SITRAIBANA non è solo una protesta per i diritti dei lavoratori, ma un grido collettivo contro il saccheggio mascherato da riforma.

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Le grandi aziende di banane hanno perfezionato l’arte della spoliazione. Come ciclopi che divorano gli sforzi degli altri, hanno trovato nel governo di José Raúl Mulino un alleato che cede a qualsiasi pressione. Le aziende sostengono che i cambiamenti che promuovono sono necessari per migliorare la produttività, ma in pratica perpetuano un sistema di sfruttamento che massimizza i loro profitti a scapito del benessere di coloro che lavorano la terra.

È una vecchia pratica di Chiquita, che decenni fa ha abbandonato 42 piantagioni nella zona meridionale della Costa Rica al confine con Panama e migliaia di lavoratori sono rimasti abbandonati al loro destino, generando una crisi che è stata attribuita al sindacato.

Ora, con la privatizzazione del molo di Limón, Chiquita ha lasciato, da un giorno all’altro, centinaia di lavoratori senza lavoro.

La cosa più allarmante è la strana coincidenza tra questa “etica” aziendale e la posizione del governo e dei tribunali di lavoro, che dimenticano la loro funzione di tutela.

Ecco perché Francisco Smith, segretario generale di SITRAIBANA, ha annunciato: “Scendiamo in strada, basta prendere in giro, combatteremo per i nostri diritti”.

Oggi, i lavoratori di Chiquita, per lo più appartenenti ai popoli originari Ngäbe e Buglé, a cui queste terre sono state espropriate un secolo fa su entrambi i lati del confine, continuano a scioperare.

Lo sciopero di SITRAIBANA non è un fatto isolato. Si aggiunge a più di un mese di proteste a Panama, dove diversi settori sono scesi in piazza per chiedere giustizia, affrontando repressione e violenza statale.

I popoli indigeni, che rappresentano la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici di Chiquita, sono stati vittime di un martirio silenzioso, resistendo in condizioni estreme mentre difendevano i loro diritti e la loro dignità.

Costa Rica e Panama non possono continuare a costruire il loro futuro sulle spalle esauste dei loro lavoratori e lavoratrici.

Un paese non si misura dalle sue esportazioni, ma dalla dignità di coloro che rendono possibile ogni raccolto.

Qui l’articolo originale

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