Uruguay – María Bellizzi, una vita intera per la memoria

8 Novembre 2025

María Bellizzi, nata a San Basile, in Calabria, e residente da molti anni in Uruguay, è una delle figure storiche della lotta per la verità e la giustizia sui crimini delle dittature del Cono Sud. Fondatrice del collettivo Madres y Familiares de Detenidos Desaparecidos, da quasi cinquant’anni cerca notizie di suo figlio Andrés Humberto Bellizzi, scomparso a Buenos Aires il 19 aprile 1977 durante la repressione coordinata del Plan Cóndor, che unì le dittature militari di Uruguay, Argentina, Cile, Paraguay e altri paesi nel perseguire oppositori politici.
Il nome di Andrés Bellizzi figura tra le vittime dei crimini di lesa umanità per i quali la giustizia italiana ha condannato all’ergastolo diversi ex militari uruguaiani, tra cui Jorge Néstor Tróccoli, ex ufficiale della Marina coinvolto nelle operazioni di intelligence e repressione.
A oltre un secolo di vita, María Bellizzi continua a rappresentare una voce di memoria viva: la testimonianza ostinata di una madre che, insieme ad altre famiglie, non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia per i desaparecidos. Riportiamo un’articolo scritto da Amalia Antúnez in occasione del 101esimo compleanno di questa donna combattiva che continua a camminare in silenzio, con la stessa forza di sempre, chiedendo verità e giustizia per suo figlio Andrés e per tutti i desaparecidos del Plan Cóndor.

20250617 Maria y Silvia Bellizzi AA 1080x608 1
María Bellizzi y Silvia Bellizzi | Foto: Amalia Antúnez

Memoria intatta

Il 21 ottobre, María Bellizzi ha compiuto 101 anni.
Ha festeggiato con la stessa incrollabile forza che ha guidato, per quasi mezzo secolo, la sua instancabile ricerca del figlio Andrés Humberto Bellizzi, arrestato e scomparso in Argentina nel 1977.

Ha raggiunto i 101 anni con la memoria intatta, con la dignità di chi non si è mai arreso e con la forza silenziosa di una madre che non si fermerà finché verità e giustizia non avranno il posto che meritano.

Marieta, come la chiamano affettuosamente i suoi cari, è una delle fondatrici di Madri e Familiari degli Uruguaiani Detenuti e Scomparsi. Fu tra le prime a opporsi al silenzio ufficiale e a dire, con voce chiara e ferma: «Voglio sapere dov’è mio figlio». Ma anche: «Voglio sapere dove sono tutti».
Perché la sua causa, fin dall’inizio, è stata collettiva.

La sua storia è segnata dalla violenza del terrorismo di Stato. Suo figlio, Humberto, fu rapito nel quadro di un’operazione connessa al Plan Cóndor.

Da allora, María ha ricevuto soltanto risposte insufficienti, indifferenza istituzionale e quel velo d’impunità che i militari e i governi successivi hanno mantenuto per decenni.
Eppure, lei è sempre stata lì: a ogni Marcha del Silencio, a ogni udienza in tribunale, a ogni cerimonia di commemorazione.

È piccola di statura, ma la sua presenza è inconfondibile: lo sguardo profondo e la serena fermezza rivelano un carattere forte e gentile al tempo stesso — come una vera donna italiana, di quelle che non chiedono il permesso per dire ciò che pensano.

Il 21 ottobre, mentre María festeggiava il suo 101° compleanno circondata dall’affetto che ha saputo coltivare, a Roma si scriveva un nuovo capitolo nella ricerca della giustizia: Jorge Tróccoli, l’ex ufficiale della Marina uruguaiana, veniva nuovamente condannato all’ergastolo per crimini contro l’umanità.

E sebbene la giustizia a volte arrivi tardi, arriva nel tempo di María.
Perché tutto ciò che ha seminato continua a fiorire.

È impossibile parlare di memoria in Uruguay senza menzionarla.
La sua eredità — come quella di tante altre madri e familiari — è un faro per le generazioni nate dopo l’orrore, che hanno capito che senza giustizia non può esserci vera democrazia.

Averla conosciuta, poter celebrare più di un secolo della sua vita, è un privilegio di cui essere grati.
Ascoltarla, condividere un abbraccio, una tazza di tè o camminare accanto a lei in silenzio ci ricorda che l’essenza di un guerriero non è la vittoria o la sconfitta: è la lotta.

María Bellizzi ha 101 anni.
E continua a insegnarci a non dimenticare.

Disponibilità materiali

Il materiale presente in questa pagina è disponibile per la consultazione presso la sede del Centro in Larghi Banchi Nuovi a Napoli.
Non tutti i materiali sono disponibili per il download. Inviaci una richiesta compilando il form e proveremo a risolvere la tua richiesta.

Per ogni altra richiesta puoi inviarci una mail a info@caminantescentrodocumentazione.org

Sguardi critici sull’America Latina – tracce e segni del presente.

Questa sezione di Caminantes è uno spazio dedicato ad articoli, analisi e post che trattano le questioni più rilevanti e attuali riguardanti l’America Latina, con un focus particolare sul Messico.

I contenuti sono pensati per offrire una comprensione più profonda dei processi in corso, cercando di mettere in luce le dinamiche interne dei vari paesi. Siamo impegnati a presentare punti di vista alternativi e a stimolare riflessioni critiche su tematiche come i diritti umani, le disuguaglianze sociali, i movimenti di resistenza e le sfide legate alla sostenibilità e alla giustizia sociale.

Argomenti: